L’ORDINE NERO DELLE SS

La parte oscura del nazismo risiedeva negli lerofanti dell’Ordine Nero delle SS, occultisti e scienziati che avevano nel misterioso castello di Wewelsburg il loro ombelico del mondo.
 

L’universo oscuro del nazismo si sviluppa all’interno dell’ordine delle SS grazie al suo organizzatore e capo, Heinrich Himmler. Nato nel 1900 da famiglia benestante, Himmler trascorre una giovinezza assolutamente normale per un giovane dell’epoca. Educato dalla famiglia agli ideali di fierezza guerriera tipicamente prussiani. Himmler entra nell’esercito nel 1917, ma un anno dopo esce dai ranghi in seguito all’armistizio e si iscrive all’Università di Monaco dove si laurea in agraria nel 1922. Il suo desiderio più grande però è quello di entrare a far parte di un corpo militare alla guida della Germania e l’occasione gli viene data nel 1923 quando si iscrive al partito nazionalsocialista e partecipa come portabandiera al fallito tentativo di Hitler (8-11 novembre) di prendere il potere a Monaco. L’anno successivo, dopo la liberazione di Hitler da Landsberg, in cui
scontava una pena minima per la sua partecipazione alla sommossa, Himmler per la sua fedeltà riceve la nomina a vicecomandante delle Schutzstaffeln (squadre d’assalto, SS), la guardia del corpo di Hitler che aveva giurato di difenderlo o morire. Nel 1929 viene nominato Reichsfiihrer SS e comincia ad organizzarle secondo la sua personale visione imbevuta di occultismo, astrologia e teorie ariosofiche. Dalla testimonianza del suo massaggiatore personale, il dott. Felix Kersten, apprendiamo che Himmler credeva in una personale religione composta da frammenti di spiritualità di varia natura, era affascinato dalla filosofia indiana di cui era attento studioso, frequentava circoli esoterici e insieme a Walter Darre (il Ministro dell’agricoltura del III Reich), aveva esperienze di tipo mistico di fronte a monumenti antico-germanici come List e Lanz. Himmler credeva essere la reincarnazione di Enrico I di Sassonia alla cui tomba si recava sempre in pellegrinaggio, rifiutava le terapie mediche ortodosse per avvicinarsi a quelle omeopatiche, olistiche ed orientali che gli sembravano più vicine al concetto di forza cosmica. Kersten afferma che Himmler leggeva molto e si era formato una cultura non indifferente sulle scienze botaniche e naturali allo scopo di corroborare le teorie ariosofiche a cui aderiva completamente. Inoltre, aveva in progetto di creare una sezione delle sue SS che studiasse l’omeopatia in modo che i medici tradizionali fossero “costretti a tornare al buon senso” e ad abbracciare le cure naturali.
Il Comandante Supremo delle SS studiava i testi sacri indiani, specialmente “Bhagavad-Gita” che ammirava per le sue qualità ariane. La sua concezione della storia era simile a quella degli Yuga indiani ed era convinto che questo fosse il periodo del “KaliYuga”, l’età oscura che doveva essere rigenerata tramite un olocausto totale che salvasse il popolo ariano dalla distruzione derivata dalla commistione con le razze inferiori. Himmler era affascinato dalle tradizioni cavalieresche medioevali e si circondò di elementi fidati, in modo particolare i 12 iniziati, ufficiali superiori che condividevano i suoi ideali e si sottomettevano alle diete spirituali da lui indette a Wewelsburg. Le sue particolari credenze, in modo particolare una vera e propria dipendenza delle predizioni del suo astrologo personale, gli attirarono antipatie e scherni nelle alte sfere del N.S.D.A.P. (Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi). Lo stesso Hitler, che pure aveva un astrologo personale e credeva fermamente in queste dottrine gli consigliò più di una volta di mettere da parte la sua eccessiva vena mistica. Nella norma di ammissione alle SS era richiesto un certificato attestante la non contaminazione con razze ritenute inferiori risalente alle generazioni dell’anno 1750. Himmler desiderava che le idee di Von List e Lanz von Liebenfels sulle qualità semidivine latenti nella razza ariana ricevessero un apporto scientifico e attraverso l’Ufficio Razza e Regolamento (Rasse und Siedlunghauptampt, R.U.S.H.A.) vennero stabilite da biologi e medici le norme e le misure antropometriche che ogni tedesco doveva soddisfare per divenire membro delle SS.


L’ORDINE DEI MONACI GUERRIERI

“Il caso von Fritsch mi diede modo di assistere a una delle strane pratiche suggerite ad Himmler dalla sua tendenza al misticismo. Radunati nella sala accanto a quella in cui si svolgeva l’interrogatorio del generale dodici fidatissimi ufficiali delle SS, ordinò loro di concentrare la propria mente su von Fritsch tentando di suggestionarlo e indurlo a dire la verità. Restai di sasso quando, entrato per caso, mi trovai davanti ai dodici uomini seduti in circolo e assorti in profonda e taciturna contemplazione”. Questo aneddoto, riportato da Walter Schellemberg, SS –Fuhrer e capo degli uffici esteri dello SD, il servizio di sicurezza dello spionaggio SS, ci rivela un particolare piuttosto inquietante: tra i vertici SS era praticata una sorta di meditazione avente come scopo il controllo della volontà. Potremmo chiederci quale scopo avesse per un soldato tedesco, “ritirarsi in meditazione”. Si tratta indubbiamente di un elemento estraneo alla tradizione militare moderna e ci permette di entrare direttamente nel vivo dell’argomento. L’Ordine Nero aveva una sua struttura che lo avvicinava al clero cattolico dei Gesuiti, ed è bene ricordare che lo stesso Himmler, in gioventù, aveva studiato la storia della Compagnia di Gesù che ai vertici della sua organizzazione praticava esercizi particolari di contemplazione e visualizzazione. La struttura di comando e iniziazione delle SS, oltre agli esercizi di meditazione, ripercorre le norme di ammissione alla Compagnia di Gesù così come era riportata nei “Vera acta gesuitica”, un testo settecentesco il cui autore si definiva gesuita pentito e che rivelava aspetti oscuri dell’elite gerarchica della Compagnia. I Gesuiti erano studiosi di astrologia, geometria sacra, geomanzia e simbolismo cosmico. Le SS studiarono a fondo le stesse materie, secondo la particolare attitudine di Himmler verso l’occultismo e alla fine furono strutturate nello stesso modo della Compagnia di Gesù. Al livello più basso della gerarchia gesuitica c’erano coloro che avevano preso voti senza particolari restrizioni o incarichi, che nelle SS corrispondevano alle Waffen SS, i semplici soldati. Tuttavia, alla guida della Compagnia vi erano gli eletti, gesuiti che avevano giurato fedeltà all’Ordine professando voti speciali. Nelle SS questo gruppo era formato dalla Allgemeine SS. L’iter del candidato SS ripercorreva quello di un Ordine religioso: il 9 novembre il candidato di 18 anni era accettato come richiedente; il 30 gennaio diventava cadetto; il 20 aprile SS permanente. In questa fase della sua crescita militare e psichica l’aspirante assorbiva fino allo sfinimento il catechismo delle SS, che, ricalcando quello cattolico, con semplici domande e risposte fissava nella mente e nel cuore il ruolo messianico di Hitler. Un messaggio chiaro, semplice e diretto che veniva fissato nella mente del giovane SS con una cerimonia molto simile a quella delle iniziazioni massoniche o segrete. Traspare una costruzione tipicamente iniziatica dell’organizzazione militare: fratelli semplici, sacerdoti e sommi sacerdoti o lerofanti. Nell’Ordine Nero di Himmler, che può certamente definirsi ORDO, c’erano insegne corrispondenti ai gradi: l’anello d’argento con simboli runici e la firma di Himmler per il primo gradino, la daga per gli Obersturmfuhrer, cioè i sacerdoti SS. Per i vertici venne creata una élite di 12 fédelissimi, o discepoli con privilegi particolari. Agli ufficiali superiori veniva insegnato il significato occulto della croce uncinata, come concepita dall’ariosofia. Himmler, che era affascinato dalla mistica dei cavalieri teutonici di Barbarossa e di Artù, scelse i suoi 12 migliori perché diventassero i suoi primi discepoli. Solo i migliori, secondo il capo, potevano riunirsi con il Barbarossa o nella tavola rotonda, in una sorta di cenacolo esoterico. Il quartier generale del comando dei cavalieri teutonici e quello delle SS erano allo stesso tempo centri militari e religiosi. Castel del Monte in Italia per Federico II di Svevia e Wewelsburg per Himmler, erano fortezze determinate da geomanti come sedi favorevoli e qui doveva costituirsi il nucleo spirituale del Nuovo Ordine mondiale come Sancta Sanctorum della nuova religione germanica. Nel castello si ricercavano le origini della razza ariana anche nella musica utilizzando gli antichi strumenti germanici come l’antica tromba LUDR.
Alcune delle sedute di meditazione come quella citata sopra, avevano lo scopo di controllare la volontà; esse erano praticate dal gruppo di Karl Maria Wiligut, detto Weisthor, l’uomo che creò il centro spirituale di Wewelsburg. Nell’archivio del castello sono conservate alcune sue carte in cui stabilisce le regole delle celebrazioni del calendario pagano e delle forme cultuali a Wewelsburg. E, se colleghiamo la citazione di Schellemberg riportata all’inizio con ciò che accadeva durante i grandi raduni nazisti, in cui Hitler sembrava stregare il suo uditorio e carpirne la volontà, possiamo dire che il controllo della mente, praticato in segreto dai 12 iniziati a Wewelsburg si manifestava essotericamente di fronte alla Germania intera quando Hitler arringava il suo uditorio. Si dice, ma in questo caso non vi sono prove documentarie a sostegno, che Haushofer e Eckart nella Thule Bund avessero trasmesso ad Hitler le tecniche di controllo della volontà. Ad ogni modo sono numerose le testimonianze di persone che rimanevano ammaliate dalla personalità del Fuhrer da cui emanava una sorta di magnetismo.

IL MISTERIOSO CASTELLO DI WEWELSBURG

Uno dei più inquietanti aspetti della religione segreta nazionalsocialista è il castello di Wewelsburg, in Westfalia. Situato su una collina nel villaggio di Wewelsburg, il maniero fu edificato nel 1123. Il castello passò di mano in mano sino al 1934 anno in cui il Reichsfuhrer SS Heinrich Himmler lo acquistò e lo trasformò nella sede permanente delle SS e accademia per ufficiali superiori. Sia lo posizione del castello che la sua forma assunsero nella visione di Himmler un significato che andava ben al di là di quello di castello dell’Ordine. In effetti, secondo la visione dell’impero dei mille anni, il maniero sarebbe dovuto diventare Vomphalos o il centro del mondo, l’ombelico che legava l’uomo ariano purificato dalla commistione con le razze inferiori alla madre terra e al ciclo, riallacciando così un anello che si era spezzato dalla caduta nell’imperfezione. In questo caso, il legame cosmo-uomo-terra a cui i teorici vólkisch anelavano doveva venire realizzato con una struttura templare in cui grazie ad esercizi runici si sarebbe canalizzata la forza cosmica che legava l’uomo al suo ambiente biologico, sociale e spirituale. La particolare forma, a freccia, ortogonale rispetto ai tradizionali assi est-ovest, orientata cioè verso nord con asse sud-nord, affascinò il Comandante Supremo delle SS. Nel progetto definitivo notiamo la costruzione di edifici che dovevano circondare il castello. Tutto il progetto, secondo Kirsten John-Stucke, la storica responsabile del Castello rivela un aspetto esoterico, ermetico, replicante la Lancia di Longino, la cui punta è costituita dalla torre nord e centrata sulla cripta. La studiosa è molto cauta nelle sue affermazioni, tuttavia ha confermato la nostra teoria che è, comunque, basata sui fatti e sui documenti esistenti. Il meridiano sud-nord e l’orientamento verso il Polo indicano, come nel caso del nome della Società Thule, una volontà di ritorno alla patria ariana, con una direzione precisa, infatti, il progetto a forma di Lancia di Longino può essere visto come un vettore orientato in un punto specifico, il nord, circondato da un grande cerchio esterno di edifici. Si tratta della rappresentazione grafica e reale del regressus ad uterum. La lancia penetra nell’utero della Terra madre, che rappresenta l’universo cosmico e genera una nuova razza spirituale, determinando un rinnovamento e un Nuovo Ordine biologico e spirituale. In particolare, la torre nord rivela una struttura studiata e realizzata dagli architetti di Himmler secondo uno schema ben preciso che rivela un intento esoterico. Al piano terra vi è la “Gruppenfuhrersaar, una stanza circolare con dodici colonne e una ruota solare al centro dalla quale si dipartono dodici raggi formati dalle runa “Sieg”, cioè “Vittoria”, le stesse che si ritrovano nel simbolo SS e nello swastika. Esattamente al di sotto di questa sala c’è un piano interrato con una cripta chiamata “Walhallaq” con dodici sedili di pietra e una zona circolare centrale, limitata da un muretto circolare di diametro maggiore. Nel soffitto, uno swastica direttamente sulla perpendicolare del cerchio interno, presenta dei fori che creano un particolare effetto eco percepibile solo da chi parla stando all’interno del cerchio sacro, replicando quanto gli antichi facevano nei loro siti sacri.

IL NUMERO SACRO

Dodici raggi, dodici sedili nella cripta, dodici Gruppenfuhrer; è evidente la relazione tra i sedili e i raggi del sole ariano; non è poi così difficile giungere a comprendere il motivo della ripetizione del numero simbolico dodici se teniamo presente la teoria ariosofica di Lanz von Liebenfels e Guido von List. L’essenza dell’ariosofia, come pure delle dottrine teosofiche, risiede in un nucleo di iniziati, che da un centro esoterico, o ombelico del mondo, dirigono essotericamente il Nuovo Ordine ariano formato dalla crema eugenetica del III Reich. Si può parlare di un regime teocratico guidato da una élite di lerofanti o Arconti intorno al Sole che potrebbe essere rappresentato da Himmler stesso, il quale ambiva ad essere il creatore di una nuova Germania spirituale. In questa visione del III Reich, Adolf Hitler assume, invece, il ruolo di messia, il grande catalizzatore, l’uomo grazie al quale si realizzano le speranze e gli sforzi di tutti coloro che lavorano per il successo delle teorie ariosofiche. Dodici sono anche gli dèi maggiori dell’Olimpo, gli apostoli di Cristo, come dodici sono i segni zodiacali. Il numero dodici ha una profonda valenza simbolica, spirituale, che gira intorno ad un polo di aggregazione, che, esattamente come lo zodiaco e il Polo celeste, è situato su un asse sud-nord. Il castello di Wewelsburg è situato anch’esso sul medesimo asse e ricordiamo anche che lo swastika assume valore di Polo nord o Thule, il centro originario della stirpe ariana. La dr.ssa John-Stucke ha confermato anche questi parallelismi con simbolismi religiosi. Si può, quindi, parlare di centro del mondo, in cui le cerimonie scandite dal calendario sacro germanico stabilito dallo lerofante Weisthor, rinnovano ad ogni scadenza ciclica il patto tra l’uomo e l’essere superiore.

CERIMONIE E RITUALI

Dall’archivio di Wewelsburg ritroviamo indicazioni su una sola cerimonia ricorrente di cui sia rimasta notizia, che ha relazione con la morte di alcuni ufficiali SS. In giorni particolari, probabilmente durante i solstizi, venivano appoggiate sui dodici piedistalli di pietra le urne con le ceneri dei caduti e dei loro stemmi araldici, benedette dal fuoco sacro. La mancanza quasi totale di documenti non autorizza ad andare oltre, tuttavia, durante un recente sopralluogo per una missione-studio finanziata da HERA, abbiamo potuto verificare l’esistenza di particolari che fanno luce su un mistero fino ad oggi ancora irrisolto. La dr.ssa John-Stucke ammette comunque la pianificazione di rituali che erano descritti nei documenti bruciati nel 1945 per ordine di Himmler all’arrivo delle forze alleate, anche se da quanto lei stessa afferma, non si ebbe il tempo materiale per svolgerli. Una tesi che ci sembra abbastanza opinabile in quanto già da molto tempo Karl Maria Wiligut (che si faceva chiamare Weisthor, il mago-ierofante) conosceva Himmler e lo guidava nel suo iteriniziatico. Abbiamo notizia di cerimonie che venivano da lui officiate in occasioni speciali, ai solstizi o addirittura matrimoni di giovani SS celebrati con pastorale dal manico d’avorio e nastro azzurro con rune. La fotografia del battesimo SS testimonia, inoltre, la sostituzione della religione cristiana con riti antico-germanici in cui l’aspersione indica l’entrata nel mondo di un nuovo individuo ariano, già SS per nascita, e viene benedetto dall’effige sacra, un’icona, in cui l’immagine non è più quella di Cristo ma quella di Adolf Hitler, salutato da tempo come messia anche dalle chiese organizzate in Germania. I rituali che si svolgevano a Wewelsburg seguivano quindi una liturgia germanica elaborata dall’arconte Wiligut che, attraverso tecniche di memoria medianico-ancestrale, teorizzava l’organizzazione, le pratiche pagane e cultuali degli antichi Germani. Wiligut aveva elaborato una sua personale teologia cristiana affermava che la Bibbia era stata scritta in Germania, la identificava come un culto intimista distinto dal wotanismo che celebrava il dio germanico Krist, il quale sarebbe stato poi trasfigurato nella religione cristiana nel Cristo Soter, il Salvatore. Wiligut faceva risalire la genesi della civiltà ad età remotissime e tracciò la storia della civiltà in base alle trance medianiche, alla stessa maniera del successivo veggente americano Edgar Cayce.

DA ORDINE A ORDO




Weisthor spinse Himmler a trasformare Wewelsburg in un centro cultuale e in una accademia di studi superiori: Wewelsburg venne, infatti, acquistato da Himmler nel 1934 e fu immediatamente attrezzato per divenire un centro di ricerca ariano: all’interno della struttura era incorporata la sede della SS Ahnenerbe, un istituto indipendente che aveva il compito di pianificare e realizzare missioni archeologiche, antropologiche, spedizioni esplorative e studi scientifici che confermassero le teorie ariosofiche. A Wewelsburg anche gli oggetti di uso comune, come le posate o una teiera presentavano rune e simboli magici a testimoniare l’immersione completa in un universo differente, magico, quasi alchemico nel desiderio di trasformare l’homo germanicus in homo-deus ariano. La SS Ahnenerbe si serviva delle doti medianiche di Weisthor per localizzare luoghi e monumenti antico-germanici dimenticati dal tempo che si sarebbero dovuti ricostruire grazie alla Società per la Promozione e il mantenimento dei monumenti germanici, fondata da Himmler nel 1936. La dr.ssa John-Stucke ci ha confermato che qui furono pianificate le missioni SS Ahnenerbe in Tibet e nel deserto di Gobi, addirittura (e questa è una delle anteprime che presentiamo in attesa della pubblicazione su HERA dell’intervista esclusiva realizzata a Wewelsburg a Kirsten John-Stucke) i na­isti giunsero fino in Sud-America alla ricerca dell’entrata del regno sotterraneo di Agartha, dove speravano di rintracciare gli ultimi esponenti semidei della civiltà ariana secondo gli insegnamenti teosofici e ariosofici. Nel 1939 Schaefer spedì alcune fotografie in Germania con una lettera che tra l’altro diceva: “Lo studio della strada da percorrere non squarcia il mistero di questo interrogativo: raggiungeremo le porte invisibili dell’Himalaya, espressione della mistica più profonda, che conducono al regno divino?”. Ulteriori ricerche furono svolte per determinare se le misure antropometriche dei tibetani fossero assimilabili a quelle ariane, trovando conferma che i germani venivano dal Tibet. La ricerca scientifica a tutti i livelli, insieme ad alcuni dei terribili esperimenti compiuti nei campi di concentramento, serviva quindi a dar credito a teorie che scaturivano da esperienze estatiche o medianiche come quelle di Madame Blavatsky e degli ariosofi. Wiligut crea a Wewelsburg un sistema cultuale a cui anche il supremo Reichsfiihrer SS si inginocchia. Una struttura iniziatica, una liturgia, un castello come centro dell’universo che prima che politico è religioso: l’Ordine Nero è divenuto un Ordo a tutti gli effetti.

WEWELSBURG, OMPHALOS DEL REGNO DEI 1000 ANNI

Nella nostra indagine a Wewelsburg con la dr.ssa John-Stucke abbiamo rilevato le seguenti particolarità:
  1. La John-Stucke ci ha confermato la sopravvivenza dell’archetipo Wotan/Odin nelle due categorie di persone che anche oggi compiono pellegrinaggi a Wewelsburg (per questo le sale storiche sono chiuse da inferriate e abbiamo dovuto chiedere permessi speciali alle autorità per fotografarli e visitarli) e compiono riti e meditazioni alle Extersteine, le rocce sacre del paganesimo germanico: 1) Neonazisti; – 2) Esponenti di una nuova corrente religiosa germanica che si sentono spinti ad una profonda ricerca nei luoghi sacri del germanesimo, esattamente come lo furono i tedeschi e gli austriaci nel periodo volkisch.Questo aiuta a capire come l’archetipo abbia avuto tanta potenza energetica nella storia tedesca.
  2. Alcuni storici hanno messo in dubbio il fatto che la cripta fosse un luogo sacro. All’interno del cerchio interno del pavimento, che chiameremo “cerchio sacro”, abbiamo rilevato un tubo affogato nel cemento, che la dr.ssa John-Stucke ha confermato essere un tubo del gas. È la prova per dire che qui veniva accesa la fiamma sacra di Freia e, quindi, è lecito parlare di un fuoco cultuale o sacro. Inoltre secondo le osservazioni della dr.ssa John-Stucke l’architettura della cripta sotterranea riprende i modelli dell’architettura tombale micenea. A meno che non si voglia sostenere che si trattasse di un barbecue.
  3. Nella cripta vi sono dodici posti equidistanti l’uno dall’altro, adiacenti al muro circolare. I pochi documenti trovati autorizzano a pensare ad una cerimonia in cui le ceneri delle SS, contenute in urne, venivano poste sui sedili mentre al centro bruciava la fiamma sacra. Crediamo, tuttavia, che i sedili servissero anche per altri scopi: regolarmente nel corso dell’anno Himmler convocava i dodici cavalieri per sedute di aggiornamento tecnico-spirituale. È provato che praticassero una meditazione, un rituale basato sugli insegnamenti di Weisthor allo scopo di piegare la volontà. Può essere che alcune sedute si svolgessero in questo luogo silenzioso e adatto alla meditazione. D’altra parte i dodici sedili sembrano concepiti per i dodici lerofanti, come le stanze superiori e la tavola di riunione in cui Himmler conferiva con i dodici iniziati.
  4. Le finestre della cripta sono realizzate in modo da convogliare la luce al centro della sala, nel cerchio centrale, e questo indipendentemente dalla posizione del sole. La sala è buia ed il muro è spesso oltre un metro, un piccolo tunnel obliquo, concepito con un preciso angolo, indirizza la luce al centro del cerchio.
  5. Gli architetti di Himmler progettarono la torre nord secondo i consigli di Weisthor. Non è vero (come alcuni hanno scritto o ipotizzato) che venisse praticato un rituale in cui nella cripta veniva bruciata una“bandiera del sangue” e le volute del fumo salissero al piano superiore nella Gruppenfiihrersaal poiché i fori sullo swastica nel soffitto della cripta non conducono alla sala dei dodici Gruppenfùhrer, dove il pavimento è di marmo a intarsio con un disegno di ruota solare a dodici braccia ed è liscio, senza presenza di fori.
  6. Le quattro cavità di forma quadrata presenti sullo swastica nel soffitto della cripta servivano invece a “potenziare” un curiosissimo effetto eco che abbiamo potuto constatare personalmente grazie alle indicazioni delladr.ssa John-Stucke: entrando nel cerchio sacro, all’interno di una zona circolare più bassa del pavimento, e cominciando a parlare, si percepisce una foltissima amplificazione delle onde sonore che avvolgono e rimbombano come se i muri entrassero in risonanza. L’effetto è suggestivo, una sorta di eco a pioggia che tuttavia viene percepito solo da chi è al centro del cerchio sacro. Il fatto che l’eco non sia udibile da altri a solo un metro più in là, indica che qualcuno doveva porsi al di sotto dello swastica del soffitto (che potrebbe simboleggiare l’irradiamento solare o il centro di energia divina a cui si tenta il ritorno, riattualizzando il legame sacro). Infatti, una fiamma di gas non è rumorosa, si sente appena e d’altra parte l’effetto lo sente solo chi è al centro del cerchio sacro. Ma se qualcuno si inserisse nel centro di convergenza delle onde luminose (dalle finestre), sonore (dalla swastica) e spaziale (centro sacro equidistante dalle pareti) si porrebbe nel punto esatto per canalizzare la forza cosmica. Se inoltre pensiamo allo yoga runico di cui Weisthor era sicuramente a conoscenza poiché frequentava circoli in cui era praticato, possiamo supporre (si tratta comunque di ipotesi) che l’iniziato si mettesse al centro in una cerimonia in cui non fosse presente la fiamma e pronunciasse le rune sibilanti, una delle fasi dello yoga runico in cui si pronunciano come un mistico “OM” i nomi delle rune potentizzanti insieme al controllo della espirazione. Questo esercizio ripetuto come un mantra, verrebbe amplificato dall’effetto eco. Inoltre, nel cerchio interno manca il supporto, probabilmente una coperchio a grata, su cui si fissava il tubo che è circa 10 cm più in basso del pavimento. Su questo supporto che poteva essere un cerchio di metallo simile ad un chiusino da strada, potrebbe comodamente trovare posto un uomo in piedi o seduto. In conclusione, la cripta rivela chiaramente un centro cultuale. Se si osserva il progetto finale di Wewelsburg del 1944, notiamo che la torre nord rappresenta la punta della Heilige Lame, la Lancia di Longino che ha il suo culmine nel centro di un Kosmos, o mondo definito, l’edificio circolare intorno al castello. Il centro è orientato a nord, verso Thule, e simboleggia il punto di contatto tra cielo, nucleo ariano e terra, una sorta di Etemenanki babilonese, la ziqqurat alla cui sommità il sacerdote entrava in comunione con gli dei in periodi precisi del calendario sacro. Si indica, quindi, un punto di unione tra uomo e divino. La pianta a forma di Lancia è concepita come un tempio, il cui Sancta Sanctorum è nella cripta, al centro di uno spazio ben delimitato a forma di cerchio, dove le onde sonore e luminose, come un bagliore dellaShekinah, il carro divino si concentrano. Il significato simbolico è chiaro, si tratta di una costruzione sacra che indica un ritorno alla patria ariana. Notiamo una regressione religiosa, in cui la Lancia di Longino entra nel costato del Cristo (che in questo caso è un ariano divino, come asserivano List, von Lanze i teorici del cristianesimo vòlkisch) e fa sgorgare il purissimo sangue (volk, la razza ariana) dal Graal. In pratica, qui si ottiene il vero ritorno alla Thule, alla patria e alla razza originaria sia tramite il culto esoterico (religione) nella cripta, sia attraverso le ricerche dell’accademia SS Ahnenerbe, che studiava il metodo scientifico per riportare il mondo all’età dell’oro ariana. Wewelsburg è Vomphalos, o ombelico del mondo, in cui il cordone ombelicale che era stato reciso in tempi remoti, viene ricostituito e porta all’autorealizzazione germanica. Si realizza quell’unità politica (già ottenuta da Hitler nel 1933) e spirituale (natura-uomo-forza vitale) che il sentimento pangermanista vólkish aveva ricercato per secoli.
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